America al rallentatore
La crescita negli Stati Uniti rallenta. Secondo i dati diffusi ieri dal dipartimento del Commercio, nell’ultimo trimestre l’economia è cresciuta solo dell’1,5 per cento (il dato più basso nell’ultimo anno), mentre nei primi tre mesi del 2012, invece, l’incremento era stato del 2 per cento: sotto quella soglia di crescita, il sistema non è in grado di creare occupazione. Un dato ancora più grave se si considera che la spesa per i beni durevoli è calata dell’1 per cento rispetto a una crescita dell’11,5 per cento tra gennaio e marzo.
10 AGO 20

La crescita negli Stati Uniti rallenta. Secondo i dati diffusi ieri dal dipartimento del Commercio, nell’ultimo trimestre l’economia è cresciuta solo dell’1,5 per cento (il dato più basso nell’ultimo anno), mentre nei primi tre mesi del 2012, invece, l’incremento era stato del 2 per cento: sotto quella soglia di crescita, il sistema non è in grado di creare occupazione. Un dato ancora più grave se si considera che la spesa per i beni durevoli è calata dell’1 per cento rispetto a una crescita dell’11,5 per cento tra gennaio e marzo. Dal report del dipartimento del Commercio emerge che la ripresa è meno robusta di quanto si pensasse. Il rischio di una nuova recessione è reale, e anche il Fondo monetario ha avvertito che, senza misure adeguate per stimolare l’economia, l’America rischia il contagio europeo. Servono politiche per la crescita, una richiesta che suona paradossale per un paese che alla crescita è orientato naturalmente.
I dati negativi di ieri mettono sotto una prospettiva diversa la battaglia politica sull’estensione dei tagli fiscali dell’era Bush, che Obama vorrebbe eliminare per chi guadagna più di 250 mila dollari l’anno. Nella strada per la crescita economica l’aumento delle tasse e i tagli alla spesa, un’austerità all’americana che potrebbe scattare a gennaio, sono pietre d’inciampo. E il presidente appare sempre più impegnato in una politica di cabotaggio a sfondo elettorale.
Dovrebbe piuttosto prendere spunto dall’ editoriale che l’ex segretario di stato Condoleezza Rice ha scritto sul Financial Times: l’America, scrive Rice, non è un paese qualunque, ma un faro che può indicare la direzione al mondo, anche nella politica economica. “Il libero mercato e i popoli liberi sono la chiave per il domani”. Non sarebbe male ricordarlo per tornare a crescere.